La solennità di Maria santissima Madre di Dio è, ormai, tradizionalmente legata alla giornata mondiale per la pace, ma non la finta pace del mondo – quella che è solo assenza di guerra mantenuta con la minaccia di armamenti sempre più forti che potrebbero schiacciare l’aggressore –, ma la pace vera donata da Dio tramite il Figlio suo.
Questa pace è prima di tutto pace tra Dio e gli uomini: ci ricorda Paolo che la venuta del Figlio di Dio nel mondo ci ha trasformati da schiavi della Legge a liberi figli adottivi del Padre amorevole e misericordioso. Cristo, con altre parole, ci ha mostrato il vero volto del Padre, che non è quello di un Dio giudice, ma giustificatore, che condanna il peccato, ma salva il peccatore.
E l’adozione a figli – la pace tra Dio e gli uomini – diventa anche pace tra gli uomini. Essendo tutti figli, tutti siamo tra noi fratelli e sorelle. Un fratello non alzerà più la mano contro un altro fratello, ci ricorda la Scrittura.
La vera pace tra di noi è quella che si fonda sulla fiducia, sulla fiducia che mio fratello non alzerà la mano contro di me e lui deve potersi fidare che io non alzerò le mie mani contro di lui.
Questa pace, questo atteggiamento di pacificazione tra noi, è prima di tutto, opera di Dio. Prima di costruirla dobbiamo imparare a chiederla. Dobbiamo continuare a chiedere al Signore di rivolgere verso di noi il suo volto e concederci questa pace vera. Solo il suo dono speciale potrà cambiare la nostra natura, da diffidente a fiduciosa nell’altro. E se io ho fiducia nell’altro, non ho bisogno di prepararmi a fare la guerra per mantenere la pace (si vis pacem, para bellum, dicevano i romani, se vuoi la pace, prepara la guerra).
E questa pace vera – non quella dei romani –, dopo averla chiesta, dobbiamo anche imparare a custodirla. Maria custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore, ci dice l’evangelista. Dobbiamo imparare da Maria questo atteggiamento di custodia “attiva”, che non è solo mantenere, ma anche approfondire e comprendere il più a fondo possibile, perché quello che ho meditato e compreso io, poi, possa metterlo in atto.
E solo se custodiamo e meditiamo possiamo veramente arrivare a comprendere che questa vera pace non è altro che la concretizzazione dell’amore: dell’amore di Dio per noi, che diventa amore tra di noi.
Chiedere la pace, allora, significa chiedere il dono di saper amare tutti. Maria, insieme a Gesù, hanno amato i crocifissori di Lui e per loro hanno chiesto il perdono e la pace.
Noi siamo veramente disposti a voler amare tutti? Solo una risposta positiva a questa domanda può farci veramente arrivare alla pace vera. E se questa pace ancora non si vede all’orizzonte, forse, non è perché Dio non ce la sta donando, ma perché noi non siamo ancora pronti a tutte le sue conseguenze!

