Con la solennità di tutti i Santi, la Chiesa ci chiede di ascoltare tre pagine della Scrittura che, richiamandosi a vicenda, ci illustrano non solo che significa essere santi, ma come si diventa santi.
La prima lettura, ad un certo punto dice: «tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani». Qui ci troviamo di fronte, a mio avviso, alla descrizione migliore di chi sia un santo.
Per prima cosa è una persona che sta in piedi. Lo stare in piedi, nella Bibbia, è il segno dell’essere vivi: il morto è sdraiato a terra; chi è vivo è in piedi. Non a caso, i Vangeli, quando devono parlare della resurrezione di Cristo utilizzano verbi e parole che rimandano “all’alzarsi” e al “mettersi in piedi”.
Seconda caratteristica: stanno in piedi, cioè sono vivi, e stanno di fronte al trono e all’Agnello. Cioè, vedono Dio faccia a faccia. Nella seconda lettura, Giovanni scrive: «noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è». Poter vedere Dio faccia a faccia è la condizione ultima della nostra vita. Noi, sulla terra, siamo ancora in cammino verso la meta; i santi, in paradiso, questa meta l’hanno raggiunta.
Terza caratteristica: sono avvolti in vesti candide. La nostra mente, giustamente, corre subito alla veste bianca che viene data ai nuovi battezzati. Ed è proprio così: quella veste bianca dei neobattezzati è questa stessa veste bianca di cui si parla nella prima lettura. Ma attenzione, i santi di cui qui si parla non hanno questa veste bianca perché non hanno mai peccato, ma perché, si dice alla fine della prima lettura, l’hanno lavata nel sangue dell’Agnello. Cioè, senza dilungarci troppo nelle parole, si sono affidati alla misericordia di Dio.
E, quarta e ultima caratteristica: hanno nelle mani rami di palma. La simbologia della palma rimanda al martirio e alla testimonianza del messaggio del Vangelo, quel messaggio che il Signore Gesù riassume nelle beatitudini che ci insegnano che la vera santità non è quella che si conquista, ma quella che si raggiunge affidandosi in tutto e per tutto a Dio.
E noi a che punto stiamo in questo cammino? Sicuramente non abbiamo la pienezza della santità, quella si raggiunge in paradiso, dove potremmo vedere Dio faccia a faccia e stare in piedi davanti a Lui. Però, già oggi potremmo essere persone capaci di avvolgerci in vesti candide – perché ci lasciamo lavare dalla sua misericordia – e, già oggi, potremmo avere tra le nostre mani i rami di palma, se e quando, con la nostra vita, mettiamo in pratica e testimoniamo il Vangelo, specialmente le beatitudini.
Buon cammino di santità!

