Omelia per la solennità di Cristo Re dell’Universo 2025

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La solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo è la festa che annualmente celebriamo per contemplare e glorificare il mistero più grande della nostra fede: la redenzione operata da Cristo sulla croce.

Quella redenzione che permette anche ad un ladrone di essere ammesso in Paradiso; quella redenzione che è il perdono dei nostri peccati.

È, in ultima analisi, la festa della misericordia di Dio, del suo amore sconfinato per noi: quell’amore che è capace di sacrificare la vita del Figlio per la nostra salvezza.

Questa è una di quelle feste in cui non siamo chiamati “a fare nulla”: non siamo chiamati a comprendere meglio; non siamo chiamati ad approfondire qualche aspetto della nostra fede. Siamo “semplicemente” chiamati a contemplare, a fissare lo sguardo verso il crocifisso che è oggi il simbolo per eccellenza della redenzione.

Una redenzione che era iscritta da sempre nel progetto del Padre: egli, infatti, ha predestinato il Figlio ad essere il primogenito di coloro che risorgono dai morti e tutto ha fatto in vista di Lui.

Tutto il creato, l’universo e noi, siamo quel “vestito” che il Padre ha tessuto su misura per il Figlio. Siamo le membra di quel corpo cosmico che ha voluto dare al Figlio affinché egli ne fosse il capo.

La redenzione è il momento in cui il Figlio accoglie e si mette questo vestito; il momento in cui si mette a capo delle sue membra, che le accoglie in sé e per sé. Ma non lo fa da dominatore o da conquistatore, lo fa in qualità di redentore: dando Egli stesso la sua vita per il corpo. Il capo muore, dona la sua vita, affinché il corpo possa vivere.

E allora questa è anche la festa di questo corpo, la festa delle sue membra, di noi che, radunati insieme, formiamo la comunità della Chiesa. Oggi, contemplando il capo che dona la vita, contempliamo anche la nostra nascita come corpo, come Chiesa radunata dall’appello del capo che muore sulla croce.

Morte che, paradossalmente, per noi significa vita, perché attraverso quel sacrificio Cristo realizza insieme tutte le prerogative della regalità: dare da mangiare al popolo; difenderlo; costituirlo e mantenerlo in unità. E tutto questo Cristo realizza con il suo sacrificio: attorno e sotto la sua croce ci ritroviamo come Chiesa e comunità; con il suo sacrificio ci difende e sconfigge la morte eterna; e ci sazia donandosi a noi come cibo spirituale.

Accogliamo l’invito della festa di oggi e fermiamoci in questi giorni a contemplare, attraverso il crocifisso, questa regalità spirituale di Cristo per la nostra vita e la nostra salvezza.

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