Omelia per la messa di Natale 2025

Condividi l’articolo

Oggi è nato per noi il Salvatore, che è Cristo Signore.

L’angelo, nell’annunciare ai pastori questo grande evento, tratteggia così il Salvatore: egli è Cristo Signore e, insieme, un bambino avvolto in fasce e posto in una mangiatoia. Anzi, di più: l’essere posto in fasce nella mangiatoia è il segno “di riconoscimento” del fatto che egli è Cristo Signore.

Il Salvatore – che Isaia annuncia come colui che viene a spezzare il gioco che opprime, la sbarra posta sulle spalle e il bastone dell’aguzzino e che Paolo dice che è venuto per insegnare a vivere con sobrietà, giustizia e pietà – non si riconosce nell’egocentrismo di colui che è consapevole di avere il mondo nelle sue mani, ma nella precarietà e pericolosità delle condizioni di vita più avverse.

Il Salvatore non è anticipato da Erode che vive nei palazzi e veste di lusso, ma da Giovanni il Battista, che vive nel deserto e veste di pelli di cammello. Non lo troviamo in una calda stanza di un albergo, ma nella mangiatoia di una fredda grotta, forse leggermente intiepidita dai respiri di un bue e di un asinello.

Non si trova nei palazzi del potere, nelle cui stanze, con fredda razionalità, si decidono i destini dei popoli e si ridisegnano i confini sulle cartine geografiche, ma sotto i palazzi bombardati, dove il calore umano generato dalla paura e dal dolore si mescola con il fuoco delle bombe.

Se dobbiamo cercare il Salvatore, non dobbiamo andare ad ammirare i bei presepi allestiti nei centri commerciali, ma nella semplicità di quelle case in cui non si hanno i mezzi per scaldare un po’ di minestra, figurarsi poter acquistare la statuina di Gesù bambino.

È in questi luoghi difficili e dolorosi che ancora oggi il Salvatore viene nel mondo, è in questi luoghi che noi oggi possiamo ancora andare ad adorarlo.

E in questi luoghi Lui sceglie di continuare a nascere perché, se non ci va Lui in quei luoghi lì, chi altri può rendersi presente? Chi può stare vicino alle persone sole, se non chi ha sperimentato la solitudine di una nascita in una grotta dimenticata da tutti? Chi può veramente rendersi solidale con i bambini morti sotto i bombardamenti o in qualche attentato, fatto per giunta in nome di Dio, se non chi conosce veramente Dio e può dirci che quegli atti di violenza non vengono da Lui?

Carissimi, il Natale è la festa della gioia, ma di quella gioia vera che scaturisce dalla consapevolezza che Dio non solo non ti abbandona, ma ti si mette accanto in qualunque situazione tu ti trovi.

Le solenni celebrazioni, le luci, i canti, le campane a festa e gli addobbi stanno dicendo a noi e al mondo intero che il Salvatore è nato; che la gioia quella vera è entrata nel mondo una volta di più; che il dolore causato dalla cattiveria umana e dai freddi calcoli politici trovano un argine davanti al Figlio di Dio incarnato e che se, apparentemente, nulla è cambiato, è altrettanto vero che tutto questo dolore – e anche tutto il nostro personale dolore – è anche il dolore di Dio, il dolore del Signore degli eserciti, che darà in pasto al fuoco «ogni calzatura di soldato che marciava rimbombando e ogni mantello intriso di sangue».

Che la vendetta contro il male presente nel mondo è e sarà sempre la pace e la giustificazione che provengono dalla tranquillità di un bambino che dorme sereno, avvolto in fasce e adagiato in una mangiatoia.

Parrocchia Santa Maria Maggiore

Via Cardinale Oreste Giorgi, 31
00038 Valmontone (RM)

Prossimi eventi

13 Gennaio 2026
  • Santa messa feriale

    13 Gennaio 2026  18:0018:30
    Chiesa Collegiata Santa Maria Maggiore, Piazza Umberto Pilozzi, 00038 Valmontone RM, Italia

  • Primo incontro preparazione battesimi

    13 Gennaio 2026  21:0022:00
    Chiesa Collegiata Santa Maria Maggiore, Piazza Umberto Pilozzi, 00038 Valmontone RM, Italia

Visualizza l’agenda parrocchiale

Link utili

Santa Sede

Conferenza Episcopale Italiana

Diocesi di Velletri-Segni

L’Osservatore Romano

Vatican News

Avvenire

L’acquisto su holyart tramite l’immagine accanto permette alla parrocchia di ricevere una parte del compenso.

Rosari su Holyart.it