L’ULTIMO MIRACOLO DI SAN LUIGI


Cronaca del pellegrinaggio della parrocchia S. Maria Assunta di Valmontone a Mantova e a
Castiglione delle Stiviere (25 e 26 aprile 2019).

Duomo di San Pietro – Mantova

Hanno partecipato al pellegrinaggio 47 persone. Il programma è iniziato con il tour autostradale di circa 500 km, che è risultato più rapido del previsto e si è concluso in sei ore (con mezz’ora di sosta all’altezza di Firenze) grazie alla bravura degli autisti della ditta Cerci di Valmontone. Partiti alle 4 di mattina, alle 10 già stavamo visitando il centro storico di Mantova (Piazza Sordello, Palazzo Ducale, Duomo di San Pietro, Piazza delle Erbe, chiesa di S. Andrea…).

San Luigi
Ippolito Andreasi, noto come l’Andreasino
Duomo di Mantova

La visita doveva essere approfondita nel pomeriggio, dopo il pranzo nell’hotel Cristallo di Cerese, ma la pioggia ha scombussolato i piani e molti anziché tornare in centro hanno limitato il giro al più vicino Palazzo Te, peraltro interessantissimo per le sue stanze affrescate da Giulio Romano, uno dei migliori allievi di Raffaello. La pioggia ha impedito anche, prima di rientrare in albergo per la cena, la sosta nella vicina frazione di Pietole, la romana Andes, patria del grande poeta latino Publio Virgilio Marone (70 a.C. – 19 a. C.), autore dell’Eneide e di altre opere poetiche ben note a chi ha fatto studi classici.

Il Santuario di San Luigi
Castiglion delle Stiviere (MN)

Nel secondo giorno il viaggio è proseguito per circa 40 km verso nord-ovest fino a Castiglione delle Stiviere, in provincia e diocesi di Mantova, paese natale di San Luigi Gonzaga. Anche quella mattina il tempo non prometteva nulla di buono e proprio quando stavamo entrando nel santuario a lui dedicato è iniziato a piovere da un cielo color grigio piombo. Allora qualcuno ha pensato di ricorrere direttamente a Lui, a San Luigi, invocandolo perché “salvasse” anche meteorologicamente il nostro viaggio alla sua città, che avevamo fatto in suo onore.

La reliquia del Santo cranio di Luigi

Ed è stato il suo ultimo miracolo: proprio a metà della Messa che don Marco stava celebrando all’altare maggiore (tutto imballato con teli e ponteggi e con tre restauratrici a lavorare alla sua ripulitura), su cui si conserva in un’urna di cristallo la reliquia del suo cranio, dalle grandi vetrate della cupola e della navata è entrata all’improvviso la luce del sole a illuminare una chiesa inizialmente scura e “fredda”.

Parrocchiani in pellegrinaggio

Così alla fine è stato possibile e molto piacevole fare le foto di gruppo nella piazza antistante (piazza San Luigi) e camminare per il centro storico di Castiglione delle Stiviere visitando il duomo (l’ex collegiata parrocchiale dove San Luigi fu battezzato il 20 aprile 1568 e ricevette la Prima Comunione dal cardinale di Milano San Carlo Borromeo e dove è sepolta la madre donna Marta Tana di Santena) e i resti del castello dove nacque il 9 marzo 1568, con la chiesa di San Sebastiano fatta costruire dal padre don Ferrante scampato alla peste e dove sono sepolti tre suoi fratelli.

Abbiamo lasciato Castiglione riconoscenti verso il patrono per il sole che ci aveva riservato, e attraverso i campi verdissimi e rossi di papaveri dove nel giugno 1859 infuriò la battaglia di Solferino e San Martino (proprio dalle donne che a Castiglione curavano i tanti feriti allo svizzero Henry Dunant venne l’idea di fondare la Croce Rossa Internazionale),abbiamo fatto la pausa pranzo a Borghetto sul Mincio, frazione di Valeggio e provincia di Verona. Un posto bellissimo, con due ponti sul fiume che un tempo faceva da confine tra le terre dei Gonzaga di Mantova e quelle degli Scaligeri di Verona; due o tre ore davvero piacevoli, sotto il sole caldo e la sensazione
di freschezza data dallo scorrere del fiume.
Ripartenza poco prima delle 16 e arrivo alle 22, senza intoppi.

Borghetto sul Mincio (VR)

Stanislao Fioramonti