Luigi, Santo di straordinaria attualità

San Luigi
Busto di San Luigi (P. Casentini) con reliquia nella S. Messa del 21 giugno 2020
Santa Messa

Oggi 21 giugno 2020 festa del nostro Santo Patrono Luigi, torna di attualità la storia di questo Santo della fine del XVI secolo, morto a Roma tra i poveri appestati che lui scelse di aiutare, durante la terribile peste del 1591. Mai come oggi possiamo affidarci alla protezione di San Luigi, lui che sarebbe stato in prima fila pronto ad aiutare le persone più colpite dalla pandemia del nostro tempo. Come allora non si sarebbe tirato indietro, anzi, consapevole della sua cagionevole salute non avrebbe esitato ancora una volta ad offrire la sua vita al Signore ed a Maria Santissima, a cui consacrò il suo giglio profumato col voto di perpetua verginità.
La vita di San Luigi è la vita di un giovane (muore solo a 23 anni) che sceglie la semplicità, la normalità, l’impegno caritatevole civile e cristiano, la continua ricerca e messa in pratica della sua Vocazione alla vita consacrata.
Luigi è un ragazzo che sceglie la sua strada e riconosce la sua vocazione vivendo appieno la sua vita di Principe immerso nella mondanità del suo tempo, in mezzo alle armate di suo padre che un giorno avrebbe potuto condurre in battaglia, un Principe istruito, erudito e preparato il cui destino gli avrebbe riservato solo gloria e onori. Eppure Luigi aveva dentro un fuoco! L’Amore: amore per Gesù Cristo, amore per la semplicità, amore per la carità, amore per la vocazione, amore per il prossimo.
La sua fu una lunga lotta di conquista per arrivare a ciò che serbava dentro, ovvero, diventare un gesuita della Compagnia di Gesù, seguire le orme di Ignazio da Loyola.

La Santa messa
La Santa Messa presieduta da S. E. Mons. Vincenzo Apicella


La scelta per i Gesuiti nasceva dalla sua voglia di rinuncia alla ricchezza, alle agiatezze che gli venivano garantite dal suo status di principe, ed in ambito ecclesiale in quanto i Gesuiti erano una Compagnia fresca, viva e impegnata in opere di carità che non prevedeva assunzione di cariche ecclesiastiche.
In questa lotta non andò mai oltre le righe anzi accettò con estrema ubbidienza quanto gli veniva imposto dai genitori (soprattutto dal padre Ferrante) e dai suoi precettori consapevole che solo la preghiera e la sua ferma volontà avrebbero portato i frutti che sperava nella sua vita.
In quei momenti difficili pieno di rifiuti ed incomprensioni da parte del padre, l’unico rifugio era pregare per avere la forza di non cercare di respingere il Signore, di non fargli resistenza, di non opporsi, di non difendersi da Lui, ma piuttosto desiderare il Suo disegno di amore, di restare in ascolto, di lasciarsi attrarre, di capirlo di volerlo, ottenerlo e di gioirne per realizzarlo, preferirlo e preservarlo per sempre guidato anche da Maria Santissima.
Vinta la sua battaglia per il riconoscimento della sua vocazione, con le armi della preghiera, dell’ubbidienza, della castità, dell’umiltà finalmente nella gioia riesce ad entrare nella Compagnia di Gesù rinunciando a tutto e mettendo la sua passione e la sua vita al servizio per gli altri fino a morirne.
Caro Luigi, Tu sei famoso perché non hai dato nessun valore al potere e al danaro e perché hai scelto di essere casto. Non solo, ma hai messo tutta la tua passione e la tua vita per il bene degli altri.[…] Egli ci insegna che non può esistere un cuore senza passioni e l’unico modo è mettere al posto di quelle povere, le passioni grandi e le passioni che fanno ricco il cuore di un uomo sono sempre le stesse, la passione per Dio e quella per l’altro. Sono quelle le passioni che danno l’impressione di volare”. (Don Gigi da ‘Briciole’ giugno 2009)
M.R .

San Luigi Gonzaga
San Luigi in processione (foto di repertorio)