Il sorriso nella Cattedrale in riva al mare

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La Cattedrale di Trani è bella e insolita. La pietra bianca e calda che prende il nome dalla città riveste la sua facciata, il campanile elegante, gli archi e i portoni intarsiati con i capitelli traforati come un merletto. All’interno lo stile sobrio e magico del romanico, con le sue colonne e i rosoni luminosi, lascia senza fiato per lo stupore. La sua localizzazione  al mare è però particolare. In genere la chiesa principale sta al centro della città, qui invece è al suo bordo, come se il mare non fosse il suo confine ma le appartenesse. In effetti Trani e il suo destino sono legati all’acqua, ai suoi commerci, alla sua marineria. Qui si rifugiò il vescovo di Nazareth, in fuga dall’Islam e la cattedrale è dedicata a San Nicola pellegrino, anche lui giunto a Trani dalla Terra Santa. Da questo e dagli altri porti della Puglia per secoli i pellegrini provenienti da tutta Europa si imbarcarono per la Palestina, per visitare il Santo Sepolcro e ottenere magari il perdono dei peccati commessi, dopo aver visitato il Santuario dedicato all’Arcangelo Gabriele nel vicino Gargano.

In viaggio verso Trani

Tanti di questi pellegrini, una volta lasciata Roma, per raggiungere la Puglia saranno passati per le terre dove ora sorge Valmontone, con i loro asini o semplicemente a piedi. Noi siamo più fortunati perchè facciamo lo stesso percorso a bordo di autobus e vetture, anche noi però in qualche modo pellegrini in viaggio per Trani per l’inizio del ministero pastorale di Don Leonardo, arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie, nato e cresciuto a Valmontone.
Siamo più di duecento pellegrini della diocesi di Velletri-Segni e entriamo nella Cattedrale con largo anticipo per trovare posto in sicurezza. La severa bellezza del luogo invita al silenzio e alla riflessione, mentre il coro, bravo e professionale, prova le melodie della celebrazione. Il freddo intenso, innaturale per noi uomini moderni, mette a dura prova la resistenza di tutti, ma le ore passano velocemente, mentre all’esterno, in una piazza vicina Don Leonardo con il suo sorriso radioso riceve il saluto delle autorità civili. Il sindaco di Trani ricorda l’enorme importanza delle opere di carità della Chiesa per il mantenimento del tessuto sociale della città, richiamandosi a Don Tonino Bello, vescovo della chiesa del “grembiule” che lascia il potere per mettersi al servizio di tutti. Don Leonardo sorprende tutti dicendo che se non fosse diventato sacerdote avrebbe potuto servire le persone attraverso l’attività politica. Il sindaco di Barletta evidenzia come queste parole suonino controcorrente, ma è sempre la fede che ispira Don Leonardo: “Il rapporto con Gesù si giudica attraverso il rapporto con i fratelli. Quando saremo davanti a lui ci dirà: ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dissetato, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, ero malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Tutto quello che avete fatto a uno di questi piccoli lo avete fatto a me”.
Nella cattedrale il freddo si fa pungente, all’esterno l’arcivescovo saluta il clero diocesano nella chiesa di San Giovanni con queste parole: ”Quando penso al prete penso ad un uomo di preghiera capace di testimoniare il primato del Signore attraverso il dono di sè, in una essenzialità di vita animata dallo Spirito Santo; penso ad un uomo che ha scelto, perchè chiamato, di amare ciascuna persona che incontra con tutto se stesso senza scegliere alcuno in particolare; penso ad un uomo inserito nel territorio, capace di discernimento, che ascolta e accompagna la comunità e le singole persone, un compagno di viaggio con un cuore capace di compassione ”.
Mentre l’arcivescovo dice queste parole profonde, nella vicina Cattedrale risuona un canto trionfale, le Litanie Regali: Christus vincit, Christus regnat, Christus imperat, che nel MedioEvo venivano utilizzate in occasione delle incoronazione degli imperatori e dei re. Si susseguono le preghiere a favore della Santa Chiesa, del Sommo Pontefice, dell’Arcivescovo e di tutti gli uomini di buona volontà.
La Cattedrale è viva: per minuti e minuti vengono invocati i Santi, i martiri e allora la chiesa si riempie dei loro meriti. La Grazia delle loro vite aleggia tra le volte medievali accentuando la solennità della cerimonia, che trascende il tempo e il luogo per diventare trionfo della fede.
All’improvviso la processione dei presbiteri partita da San Giovanni, arriva sul portone della Cattedrale. Dall’interno noi vediamo un quadro: la penombra del tramonto, le prime luci accese sul palazzo all’esterno, le croci della processione che chiedono di entrare. Don Leonardo bacia il Crocefisso, benedice ed entra tra gli applausi dei fedeli, mentre il coro intona un canto maestoso: “Spalanca le tue porte , Gerusalemme, fra gli Angeli avanza il Re della Gloria”. Dopo la lettura della Lettera Apostolica, con cui Papa Francesco lo ha eletto vescovo: “essendo munito delle necessarie qualità ed esperto di teologia dogmatica e spirituale” Don Leonardo siede sulla cattedra accompagnato da una canzone che dice: “Ecco il grande sacerdote, che nei suoi giorni piacque a Dio e fu trovato giusto”. Insomma un insediamento trionfale che i fedeli e i presbiteri riservano al pastore del gregge, in cui rivedono il Signore che però, stupenda anomalia, non è venuto per comandare ma per servire, arrivando a morire sulla croce. Questa verità il nuovo vescovo la ripete diverse volte nella giornata, segno dell’umiltà e dei “piedi per terra” che l’origine popolare valmontonese non fanno che rinforzare. Don Leonardo apre il proprio cuore al suo nuovo gregge .”Non aspettatevi una particolare eccellenza della parola e della sapienza. Sono consapevole dei miei limiti e fragilità, timori e trepidazioni. Chiedo al Signore di servirsi di me perchè con il suo sostegno possa essere capace di portare le sue parole e perchè mi dia il dono della disponibilità e generosità, perchè possiate contare sulla mia vicinanza, amicizia e familiarietà”. Ecco, l’umiltà, il sorriso, la naturalezza e la fermezza sono le grandi doti che Don Leonardo trasmette a chi gli sta vicino e che ti conquistano immediatamente.
Il lungo applauso che accompagnano la sua uscita dalla Cattedrale dopo la benedizione sono il segno che le sue parole hanno raggiunto il cuore di tutti.
Il giorno dopo l’arcivescovo come primo atto celebra la messa nel carcere di Trani: l’attenzione agli ultimi che conferma che la diocesi di Trani-Barletta e Bisceglie ha un Pastore di valore, cosa che noi pellegrini discesi per la Valle del Sacco per la verità già sapevamo!

Sergio Osmelli

Il fotoracconto dell’ingresso a Trani

Foto gentilmente concesse da Pantaphoto di Bruno Pantaloni  – Valmontone

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