Campo Famiglie giorno 2 e 3

Lo Sguardo dell’Amore

Giorno 2

… sul trenino per le cascatelle della Camosciara

Immersi nella bellezza della natura della Camosciara le famiglie hanno avuto modo di meditare alcuni versi del Cantico dei Cantici (4,1-11;5,10-16).
Versi che riguardano lo sguardo che l’amato ha per la sua amata e viceversa.
Nella riflessione comunitaria si è posto l’accento sulla soggettività dello sguardo.
Lo sguardo che ognuno di noi pensa di conoscere meglio è il proprio. Ma non è così, il nostro volto è quello che vediamo meno durante la giornata ed in effetti per vedere il nostro volto è necessario ricorrere ad un elemento esterno: uno specchio. Questo ci porta a comprendere quanto sia importante questo tramite. Abbiamo bisogno di qualcun altro che descriva il nostro volto, infatti nel Cantico è l’amato a descrivere la sua amata e viceversa.
Nella nostra concezione occidentale tendiamo a percepire lo sguardo dentro di noi interiorizzando questo concetto.
La visione del Cantico è una visione orientale della vita che si basa ancora sul confronto, sulle similitudini, sulla voglia di parlare all’altro di comunicare con lui di fargli sentire quello sguardo vivo e reale attraverso il confronto ed il paragone con la bellezza del mondo che ci circonda. È in questo modo che prendiano consapevolezza del nostro volto, attraverso lo sguardo attento e sincero che ci viene comunicato dall’Altro.

Giorno 3

L’abbraccio – Cantico dei Cantici (8-1,7)

Mentre la voce e lo sguardo informano una persona a distanza, l’abbraccio è molto di più.
Stretto, l’abbraccio esprime direttamente l’apertura di un corpo ad un altro corpo, di un io ad un altro io: è quindi un incorporare l’altro, basta pensare al modo in cui si attua:

si allargano le braccia offrendo ‘intero petto al’altro; poi si restringono, inglobando l’altro dentro la stretta che lo racchiude. In quel momento lui/lei fa parte di…. L’abbraccio esprime nella sua corporeità la dimensione della fusione tra due persone, non esprime solo un’idea ma la realizza.
Esistono diversi tipi di abbraccio:

L’abbraccio unilaterale, è quello in cui ad abbracciare reaalmente è solo uno dei due, l’altro non corrisponde o perché non può o perché non vuole.

L’abbraccio di protezione, è l’abbraccio che può rappresentare emblematicamente la consueta scena genitoriale: la madre o il padre tendono le braccia al bimbo che li ricerca piangente per avere da loro protezione, riparo, consolazione, questo abbraccio diventa un nido, nel quale il bimbo trova sicurezza e si addormenta.

L’abbraccio di affidamento, è il gesto del bimbo che si affida, che corre verso l’adulto, gli si appende al collo. Altre volte soprattutto fra adulti questo tipo di abbraccio assume un significato profondo che esprime la stessa forma di affidamento ma con valenze spesso differenti.

Come esercizio abbiamo analizzato l’abbraccio, abbiamo approfondito quale abbraccio  si avvicina al modo di esser di ognuno, descrivendo le modalità di questo abbraccio.